Attualità
Normativa, cantiere e strumenti: le nostre analisi per aiutare i professionisti a vendere e realizzare riqualificazioni energetiche.

Dai vostri clienti, un apparecchio di riscaldamento usato male si vede in fretta. Odori, fumo all'accensione, depositi sui vetri, e ne risente sia l'aria interna sia quella esterna. Come artigiani, avete in mano i giusti automatismi. Un dimensionamento corretto, un condotto adatto, una manutenzione regolare e semplici consigli di accensione cambiano tutto, con un comfort netto e meno emissioni.
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Quando isolate dall'esterno con una parete rapportata, giocate su due fronti: comfort termico per i vostri clienti, e gestione pulita dell'umidità grazie all'intercapedine d'aria che aiuta la parete a restare sana. Ben posato, questo sistema vi permette anche di recuperare supporti irregolari e di consegnare una facciata pulita, duratura, senza moltiplicare i compromessi in cantiere.
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In una grande superficie, il riscaldamento non è mai un "dettaglio": è una voce che pesa sui vostri costi, sui tempi di cantiere e sulla soddisfazione del cliente. Con il cippato forestale, potete puntare a una soluzione robusta, pensata per funzionare a lungo, a condizione di dimensionare correttamente potenza, stoccaggio e alimentazione. Guadagnate in serenità se anticipate fin dal preventivo la logistica del combustibile, l'accesso per la consegna e la manutenzione.
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Quando un cliente si lamenta di una stanza che resta afosa nonostante l'impianto, spesso è una questione di dimensionamento. Con qualche misura semplice e due o tre buone abitudini di cantiere, potete indicare una potenza corretta, evitare sovracosti e garantire il comfort estivo e di mezza stagione. Il risultato: meno tempo perso in fase di preventivo e più tranquillità dopo la messa in servizio.
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L'aggetto frangisole non è un accessorio di facciata, è un ostacolo prossimo che i metodi di calcolo sanno quantificare. Il fattore di ombreggiamento prossimo della 3CL-DPE 2021 francese scende a 0,6 da 1 m di sporto e a 0,4 oltre i 3 m, e lo sporto che ombreggia davvero una vetrata di 2,15 m al solstizio d'estate dipende dalla latitudine: 0,56 m a Palermo, 0,87 m a Milano. Segue quello che si rileva in sopralluogo, quello che si scrive nel preventivo e quello che impegna la garanzia decennale ai fissaggi.
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La caldaia a bassa temperatura come categoria di prodotto ha lasciato il mercato il 26 settembre 2015: il regolamento (UE) 813/2013 impone alle caldaie a combustibile fino a 70 kW un'efficienza energetica stagionale di almeno l'86 %, soglia irraggiungibile senza condensazione. Resta una sola eccezione, la caldaia di tipo B1 su canna fumaria collettiva a tiraggio naturale. Ciò che conta davvero in ristrutturazione è il regime dell'acqua e la potenza dei terminali esistenti.
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Un solo testo francese quantifica la CO2 nell'aria interna, e non riguarda l'abitazione: il decreto ministeriale del 27 dicembre 2022, che disciplina la misura negli edifici aperti al pubblico. Fissa le soglie, ma anche i requisiti dello strumento, ed è proprio questa parte che le schede prodotto tacciono. In abitazione nessuna soglia di CO2 si impone, l'obbligo resta una portata.
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Prima di avviare una ristrutturazione, ha tutto da guadagnare a verificare lo stato del trattamento delle acque reflue sul terreno. Un controllo ben condotto evita brutte sorprese al momento degli scavi, degli allacciamenti o della vendita, e le permette di preventivare correttamente fin dal preventivo. Chiarendo fin dall'inizio i punti di non conformità, mette in sicurezza il calendario e il rapporto con il cliente.
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La scelta tra ciocchi e pellet non si risolve con la preferenza del cliente. Il regolamento ecodesign (UE) 2015/1189 fissa due serie di limiti distinte a seconda che la caldaia sia a caricamento manuale o automatico. Sono queste prescrizioni, con lo spazio disponibile e l'accesso per la consegna, a decidere il combustibile.
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Sotto falda, la soglia di R ≥ 6 m²·K/W impone 210 mm di lana a λ 0,035, quasi 230 mm con la contro-listellatura e la lastra, sottratti alla pendenza. E la superficie utile conta solo sopra 1,80 m: lo spessore dell'isolante è il primo arbitrato del progetto, non l'ultimo.
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In un cantiere di ristrutturazione energetica, ogni dimenticanza costa tempo, e a volte un incentivo. Con un modello digitale ben tenuto, lei visualizza l'esistente, coordina le squadre di lavoro e mette in sicurezza le sue scelte di isolamento e impianti prima di iniziare. Il risultato sono meno andirivieni, preventivi più precisi, e un cliente che finalmente capisce cosa gli sta proponendo.
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Quando prepara un cantiere di isolamento, tutto si gioca spesso su una domanda semplice: cosa c'è davvero a contatto con ciascuna parete, fuori, dentro, verso il terreno o verso il vicino? Questa individuazione evita spessori sbagliati, buoni materiali posati nel posto sbagliato e preventivi che partono storti. Chiarendo questi contatti fin dal sopralluogo, mette al sicuro il risultato termico e il rapporto con il cliente.
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