Un solo testo francese quantifica la CO2 nell'aria interna: il decreto del 27 dicembre 2022, adottato per la valutazione annuale dei mezzi di aerazione negli edifici aperti al pubblico previsti dal decreto n. 2022-1690. Prevede tre classi, al massimo 800 ppm per un ricambio d'aria soddisfacente nei locali occupati, da 800 a 1.500 ppm, e oltre 1.500 ppm per un ricambio insufficiente. Impone anche quanto deve valere lo strumento: spettrometria a infrarossi non dispersivo o tecnologia equivalente, campo di almeno 0-5.000 ppm, incertezza massima di ± (50 ppm + 5 % del valore letto). In abitazione nessuna di queste soglie si impone: l'obbligo resta la portata estratta del decreto del 24 marzo 1982, e la CO2 è soltanto uno strumento di regolazione.
Comprendere il CO₂ per regolare meglio la ventilazione
Perché il livello di CO₂ riflette l'occupazione e il ricambio d'aria
Il CO2 è prodotto soprattutto dalla respirazione. Quando le persone entrano, il livello sale. Quando l'aria viene ricambiata, ridiscende verso il valore esterno. È un indicatore di occupazione, utile in cantiere per verificare se la VMC e le prese d'aria portano abbastanza aria nuova, ma non misura né una portata né una conformità.
Cosa quantifica il decreto del 27 dicembre 2022, e per chi
Il testo è breve e interamente numerico. La colonna di destra è quella che conta per lei, perché separa ciò che vincola un cantiere in abitazione da ciò che non lo vincola.
| Cosa fissa il decreto | Valore | A cosa si riferisce |
|---|---|---|
| Tecnologia dello strumento | spettrometria di assorbimento a infrarossi non dispersivo o equivalente | materiale |
| Campo di misura minimo | 0-5.000 ppm | materiale |
| Incertezza di misura | ± (50 ppm + 5 % del valore letto) | materiale |
| Durata della sorveglianza del display | almeno due ore | protocollo |
| Condizioni di misura | periodo di riscaldamento, presenze tra 0,5 e 1,5 volte l'affollamento teorico | protocollo |
| Posizione dello strumento | 1-2 m di altezza, lontano da immissioni ed estrazioni d'aria | protocollo |
| Ricambio d'aria soddisfacente | al massimo 800 ppm | classificazione |
| Classe intermedia | da 800 a 1.500 ppm inclusi | classificazione |
| Ricambio d'aria insufficiente | oltre 1.500 ppm | classificazione |
Questa tabella non si applica all'abitazione, ed è esattamente per questo che è utile nell'argomentazione: le dà un riferimento pubblico da opporre, senza mai lasciar credere al cliente che a casa sua valga una soglia normativa. Il protocollo è istruttivo quanto le soglie, perché ricorda che un valore rilevato fuori dal periodo di riscaldamento, in un locale vuoto o per dieci minuti, non significa nulla.
CO₂ e umidità: cosa il sensore non dice, e cosa aiuta ad anticipare
Un sensore CO2 non misura né l'umidità, né i COV, né le particelle. Ma un aumento duraturo tradisce spesso un'occupazione elevata e quindi più vapore acqueo. Se il CO2 resta alto dopo la doccia o la cottura, anticipi un rischio di condensa o di odori persistenti. Regoli le portate e verifichi la depressione reale stanza per stanza, invece di alzare le soglie.
Scegliere il sensore CO₂ giusto per pilotare una VMC
NDIR, precisione e deriva: i criteri che la normativa già quantifica
Per pilotare una VMC sulla qualità dell'aria, scelga un sensore NDIR (infrarosso non dispersivo), la tecnologia che il decreto prevede per la misura normativa. Usi i requisiti di quel testo come griglia d'acquisto, anche fuori dagli edifici aperti al pubblico: campo di almeno 0-5.000 ppm, incertezza dichiarata non superiore a ± (50 ppm + 5 % del valore letto), metodo di misura indicato. Guardi anche il tempo di risposta (T90) e la gestione della deriva, con ABC disattivabile.
Posizione e installazione: dove installare il sensore per una misura affidabile
Per la misura normativa il decreto impone uno strumento posto tra 1 e 2 metri di altezza, lontano da immissioni ed estrazioni d'aria. In abitazione la logica è la stessa. Installi il sensore nella zona respirata, lontano dalle bocchette di estrazione, dalle finestre e da fonti di calore. Eviti gli angoli e i corridoi d'aria. In una casa, il soggiorno e una camera sono i punti più utili.
Alimentazione, comunicazione e compatibilità VMC: punti da verificare prima dell'acquisto
Verifichi l'alimentazione (spesso 230 V o 24 V) e l'uscita di comando. A seconda della VMC serve un'uscita 0-10 V, un relè, o un bus (Modbus, KNX). Confermi la compatibilità con il suo apparecchio, la lunghezza del cavo, e la possibilità di regolare soglie e una portata minima per non scendere mai sotto la soglia normativa. Per approfondire i controlli in cantiere, veda anche la misura della portata di ventilazione.
Impostare un pilotaggio CO₂ efficace su una VMC
Pilotaggio a gradini o modulante: quale regolazione secondo l'abitazione
Due logiche esistono. A gradini, la VMC passa a bassa o alta velocità quando il CO2 supera una soglia, adatto agli apparecchi a due velocità. In modulazione, la portata varia in continuo, più interessante in una casa ben a tenuta e a doppio flusso. In entrambi i casi il pilotaggio lavora sopra la portata permanente, mai sotto.
Parametri da regolare: soglie CO₂, temporizzazioni, portate minime e massime
Regoli una soglia di attivazione e una di ritorno, con uno scarto sufficiente a evitare il pompaggio. Aggiunga una temporizzazione per livellare la misura. Il punto non negoziabile è la portata minima: si allinea alla tabella del decreto del 24 marzo 1982, non a un valore di comfort. Il massimo si allinea all'acustica e a ciò che la rete sopporta senza fischiare.
Casi pratici: flusso singolo igroregolabile, autoregolabile, doppio flusso
Nell'igroregolabile, il CO2 serve da boost occasionale sull'alta velocità, mentre la modulazione fine resta pilotata dall'umidità. Nell'autoregolabile vale lo stesso schema, senza variazione fine. Nel doppio flusso, la modulazione sul CO2 funziona bene in soggiorno e nelle camere, con by-pass ed equilibratura verificati. Per approfondire questo tipo di configurazione, veda anche i punti chiave d'installazione di una VMC a doppio flusso.
Controllare e risolvere i problemi: quando la ventilazione non reagisce al CO₂
Sintomi frequenti: sovraventilazione, sotto-ventilazione, rumore, disagio
Quando il pilotaggio al CO2 si inceppa, il segno più visibile è la sovraventilazione, con portata elevata in continuo, rumore e correnti d'aria, finché l'occupante spegne l'impianto. Al contrario, la sotto-ventilazione lascia salire il CO2 nonostante l'occupazione. In entrambi i casi la causa è più spesso una misura falsa che una regolazione sbagliata, ed è da lì che si comincia.
Verifiche in cantiere: misura, calibrazione, cablaggio, presa d'aria, perdite di rete
Prima di toccare le regolazioni, verifichi la misura. Un sensore mal posizionato o mal calibrato basta a falsare tutta la regolazione.
- Confronti la lettura con un secondo strumento, poi misuri in aria esterna per avere un punto basso di riferimento.
- Controlli la posizione, tra 1 e 2 m di altezza, lontano dalla cucina, lontano dalla mandata.
- Verifichi alimentazione e cablaggio (0-10 V, contatto, Modbus) e la corretta assegnazione dell'ingresso.
- Ispezioni prese d'aria, bocchette, filtri, serrande. Nulla deve essere ostruito.
- Individui perdite e disconnessioni di rete. Una presa d'aria parassita cambia le portate.
Consigli di messa a punto: equilibratura, filtraggio, regolazioni per stabilizzare il pilotaggio
Una volta affidabile la misura, esegua l'equilibratura delle portate al nominale e le rilevi. Poi fissi il minimo normativo, un massimo realistico, e aggiunga una temporizzazione o un livellamento per evitare le oscillazioni. Una regolazione progressiva, stanza per stanza, stabilizza il risultato senza far girare il ventilatore al massimo. Per approfondire gli effetti della ventilazione sul riposo, veda anche il comfort e la qualità del sonno.
Argomentazioni per il cliente e conformità nel 2026: vendere la ventilazione pilotata al CO₂
Cosa vende esattamente, e cosa non vende
Vende un pilotaggio che adatta la portata all'occupazione sopra la soglia normativa. Non vende una messa a norma: quella passa dalle portate del decreto del 24 marzo 1982, misurate e registrate. Porre questo limite nel preventivo evita il contenzioso più frequente su questa lavorazione, quello del cliente convinto di aver comprato una garanzia di qualità dell'aria. Questo confine si traccia nero su bianco nel preventivo: Argile descrive ogni prestazione riga per riga nel preventivo, con le menzioni obbligatorie già redatte.
Tracciabilità e prove: come presentare i rilievi di CO₂ al cliente
Fornisca una prova datata. Un export su sette giorni, prima e dopo la regolazione, con la referenza del sensore, la sua posizione e la data dell'ultima verifica in aria esterna. Riprenda le classi del decreto del 27 dicembre 2022 come griglia di lettura, precisando che riguardano gli edifici aperti al pubblico. Conservi questi rilievi nel fascicolo di cantiere: è ciò che trasforma una regolazione in prova. Queste prove non devono ripartire come allegato: in Argile, il cliente trova i documenti del suo progetto e il monitoraggio del suo impianto in uno spazio dedicato.
Punti di attenzione: manutenzione, filtri, responsabilità, limiti del pilotaggio
La conformità passa da una base di ventilazione permanente. Il pilotaggio regola intorno a essa, non sostituisce le portate minime. Preveda una manutenzione regolare, filtri, bocchette e verifica del sensore, poi chiarisca per iscritto chi se ne occupa. E ricordi il limite: la CO2 parla di aerazione, non di umidità, né di COV o radon.



