Blog/Carica di fluido frigorigeno: calcolo e precauzioni
Artigiani

22 luglio 2026

5 min di lettura

Aggiornato il 9 settembre 2026

Carica di fluido frigorigeno: dal chilo alla tonnellata di CO2 equivalente

La carica di fluido frigorigeno determina due cose: il rendimento della macchina e i vostri obblighi normativi. I secondi non si leggono in chili ma in tonnellate di CO2 equivalente, e la conversione si riduce a una moltiplicazione per il GWP. Ecco la tabella di conversione per fluido, quella delle periodicità di controllo e ciò che si documenta dopo ogni intervento.

Indice

La carica di fluido frigorigeno si legge in chili sulla targa, ma i vostri obblighi si contano in tonnellate di CO2 equivalente. La conversione è una moltiplicazione: carica in chili per il GWP del fluido, diviso 1 000. La soglia che fa scattare il controllo periodico di tenuta è di 5 tonnellate di CO2 equivalente secondo l’articolo 5 del regolamento (UE) 2024/573, ripreso dall’articolo R543-79 del codice dell’ambiente francese, con periodicità fissate dall’articolo 4 del decreto del 29 febbraio 2016. Su una pompa di calore residenziale con 1 o 2 kg di carica nessuna di queste soglie è raggiunta, e sotto i 3 kg l’esenzione è addirittura esplicita per un’apparecchiatura ermeticamente sigillata ed etichettata.

Trasformare una carica in un obbligo

La tabella di conversione per fluido

I valori di GWP provengono dall’allegato I del regolamento (UE) 2024/573, nei valori del quarto rapporto dell’IPCC. Le miscele non vi figurano: il loro GWP si calcola con il metodo dell’allegato VI, media ponderata delle frazioni in massa. I valori di R410A e R407C riportati sotto sono quindi valori calcolati, da presentare come tali.

Fluido GWP utilizzato 5 t CO2e 50 t CO2e 500 t CO2e
R32 675 (allegato I) 7,41 kg 74,1 kg 741 kg
R410A 2 088 (calcolato, allegato VI) 2,39 kg 23,9 kg 239 kg
R407C 1 774 (calcolato, allegato VI) 2,82 kg 28,2 kg 282 kg
R134a 1 430 (allegato I) 3,50 kg 35,0 kg 350 kg
R290, R744, R717 fuori dagli allegati non pertinente non pertinente non pertinente

La tabella delle periodicità di controllo di tenuta

Queste periodicità sono fissate in modo identico dall’articolo 5, paragrafo 6 del regolamento (UE) 2024/573 e dall’articolo 4 del decreto francese del 29 febbraio 2016. Raddoppiano non appena è installato un sistema di rilevamento delle perdite.

Carica dell’apparecchiatura Senza rilevamento perdite Con sistema di rilevamento
Meno di 5 t CO2e Nessun controllo periodico richiesto Non pertinente
Da 5 a meno di 50 t CO2e 12 mesi 24 mesi
Da 50 a meno di 500 t CO2e 6 mesi 12 mesi
500 t CO2e e oltre 3 mesi 6 mesi

Obligation

Leak checks: is this job covered?

The obligation is not triggered by the kilograms of refrigerant but by tonnes of CO₂ equivalent: the charge times the fluid’s global warming potential. Hence different answers for the same charge depending on the fluid.

Refrigerant
Total charge

3,0 kg

Hermetically sealed equipment
Permanent leak detection

Equivalent charge

2,0 t CO₂e

GWP 675

Leak check

Not required

Trigger threshold

5 t CO₂e

that is 7,4 kg of this fluid

Below the threshold: no periodic check

This is the usual case for a residential R32 multi-split. What still applies: the company’s certification, the tightness test and evacuation at commissioning, the intervention record and the logbook.

Regulation (EU) 2024/573, article 5. Periodic checks are one thing; the company’s certification, the tightness test at commissioning and the record keeping apply whatever the charge.

Strumento Argile

L’ambito del regime, più stretto di quanto si dica

L’articolo R543-75 del codice dell’ambiente francese, nella redazione del decreto n. 2015-1790, elenca quattro famiglie e solo quattro: CFC, HCFC, HFC ad eccezione degli HFO, e PFC. Un circuito a R290, R744 o R717 non rientra in questo ambito: né il controllo di tenuta dell’articolo R543-79 né il calcolo in tonnellate di CO2 equivalente sono attivati dal fluido. Una riserva importante dal 2025: l’attestato di capacità non segue più questo perimetro. Il regolamento di esecuzione (UE) 2024/2215 ha esteso la certificazione ai refrigeranti naturali, e il decreto francese del 21 novembre 2025 collega gli idrocarburi alle categorie A1 e A2, la CO2 a una categoria B e l’ammoniaca a una categoria C, obbligatorie dal 1° gennaio 2027: vedete le categorie da A1 a E dell’attestato di capacità. Nemmeno questo toglie nulla ai requisiti di sicurezza propri di questi fluidi, né alle condizioni di garanzia del costruttore. Per una panoramica dei fluidi e delle loro scadenze, vedete i fluidi frigorigeni per le PAC nel 2026.

Ciò che incontrate in cantiere e ciò che se ne dice di sbagliato

L’R410A non è un fluido messo al bando

È la confusione più diffusa, e vi si ritorce contro davanti a un cliente. L’articolo 13, paragrafo 4 del regolamento (UE) 2024/573 vieta dal 1° gennaio 2026 l’uso di gas fluorurati vergini con GWP pari o superiore a 2 500 per la manutenzione di apparecchiature di climatizzazione e pompe di calore.

Ciò che si restringe è l’immissione sul mercato di macchine nuove, con il divieto di GWP pari o superiore a 750 sui sistemi bi-blocco sotto i 3 kg dal 1° gennaio 2025.

L’R32 e la sua classificazione A2L

L’R32 è classificato A2L, leggermente infiammabile, il che impone ventilazione, assenza di fonti di innesco e attrezzatura compatibile durante carica e recupero. La carica massima ammissibile per locale deriva dai libretti del costruttore, che applicano la EN 378-1+A1 e la IEC 60335-2-40, due norme a pagamento da cui nessun valore numerico è citabile pubblicamente. Non scrivete in un preventivo una carica massima trovata online: riprendete quella del libretto del modello installato.

I quattro divieti che non dipendono da alcuna soglia

  • Il rilascio intenzionale di gas fluorurati in atmosfera, vietato dall’articolo 4 del regolamento quando non è tecnicamente necessario.
  • La mancata recuperazione prima dell’apertura del circuito, imposta dall’articolo 8.
  • La miscelazione di due fluidi nello stesso circuito, che rende ogni misura di surriscaldamento inutilizzabile.
  • Il rabbocco di un circuito la cui perdita non è stata cercata e riparata.

Calcolare e immettere la carica corretta

Partire dalla targa, poi dalla tabella del costruttore

La targa riporta il tipo di fluido e la carica nominale, quasi sempre la carica di fabbrica per una lunghezza di collegamento di riferimento. Oltre quella lunghezza, il costruttore pubblica una carica aggiuntiva in grammi per metro secondo il diametro. Nessuna fonte primaria pubblica un valore generico: un valore preso da un altro modello produce una carica sbagliata, e una carica sbagliata invalida ogni diagnosi successiva. Questi dati del costruttore si trovano a catalogo e non in un manuale smarrito: Argile mantiene le caratteristiche tecniche di ogni riferimento verificate e aggiornate.

La sequenza di messa in pulizia del circuito

  • Prova e ricerca perdite con azoto, poi flussaggio ad azoto durante la brasatura per limitare l’ossidazione interna.
  • Vuoto con controllo di tenuta, unica prova che aria e umidità siano uscite.
  • Sui circuiti idraulici associati, prova di pressione prima del riempimento, documentata allo stesso modo.

Caricare a peso, poi verificare con la misura

La carica si immette con la bilancia, al valore del costruttore, e si verifica poi con surriscaldamento e sottoraffreddamento in regime stabilizzato. Per le miscele, la carica avviene in fase liquida per evitare il frazionamento. Un rabbocco deciso sulle sole pressioni, senza stabilizzazione né letture di temperatura, è la prima causa di sovraccarica riscontrata in assistenza. Sui controlli di collaudo, vedete la messa in servizio di una PAC.

Ciò che resta nel fascicolo dopo il vostro passaggio

Il rapporto di intervento e chi lo firma

Il rapporto di intervento dell’articolo R543-82 indica la natura dell’operazione, il tipo di fluido e le quantità recuperate e aggiunte. Oltre 3 kg di HCFC o 5 tonnellate di CO2 equivalente di HFC o PFC, è firmato congiuntamente dall’operatore e dal detentore dell’apparecchiatura. Sotto le soglie non è obbligatorio, ma resta l’unica prova scritta dello stato del circuito nel momento in cui ve ne siete andati. Questo documento resta legato al cantiere e non al raccoglitore: Argile tiene avanzamento, foto e documenti agganciati alla pratica, dal preventivo firmato al collaudo.

I tempi di conservazione e il marchio di controllo

L’articolo R543-80 impone la conservazione per cinque anni dei documenti che attestano i controlli di tenuta. L’articolo R543-79-1 prevede l’apposizione di un marchio di controllo sull’apparecchiatura, e di un marchio di difetto di tenuta quando una perdita rilevata non può essere riparata immediatamente. Questi marchi sono la prima cosa che un ispettore guarda, prima ancora del vostro registro.

L’attestato di capacità, per unità locale

L’attestato di capacità dell’articolo R543-99 è rilasciato da un organismo autorizzato, per una durata massima di cinque anni, e si riferisce a un’unità locale e non all’azienda nel suo complesso. Precisa i tipi di apparecchiature e le attività coperte. Il decreto francese del 21 novembre 2025 sostituisce il regime di rilascio del decreto del 30 giugno 2008 e diventa obbligatorio il 1° gennaio 2027: sostituisce alle categorie da I a IV le categorie A1, A2, B, C, D ed E e fa rientrare i fluidi naturali nel perimetro. Verificate quindi due cose prima di tale scadenza: il calendario di rinnovo delle vostre unità locali e la menzione richiesta, idrocarburi compresi se installate R290.

Numeri chiave

5 t CO2e

Soglia del controllo di tenuta

2,39 kg

Carica di R410A che la raggiunge

5 anni

Conservazione dei documenti

Domande frequenti

Da 5 tonnellate di CO2 equivalente di un gas dell’allegato I, o da 1 chilogrammo di un gas della sezione 1 dell’allegato II, secondo l’articolo 5 del regolamento (UE) 2024/573. Due esenzioni contano nel residenziale: le apparecchiature ermeticamente sigillate ed etichettate come tali sono escluse sotto le 10 tonnellate di CO2 equivalente, e negli edifici residenziali già quando contengono meno di 3 kg. La conversione si ottiene moltiplicando la carica in kg per il GWP del fluido e dividendo per 1 000.

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Louis Airy

Louis è COO di Argile. Dopo quattro anni di consulenza strategica e quasi due come chief of staff nell'adattamento dell'abitazione e nel riuso, è entrato in Argile nel marzo 2024. A contatto quotidiano con le imprese certificate, segue i certificati di risparmio energetico, gli incentivi alla ristrutturazione e l'IVA agevolata, e rivede gli articoli interessati quando cambia un importo. Ciò che scrive è ciò che poi verifica su preventivi reali.

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