Tra uno scaldacqua istantaneo e uno ad accumulo non è il volume a decidere, ma la coppia formata dal profilo di carico dichiarato e dalla potenza elettrica realmente disponibile. Il regolamento (UE) n. 814/2013 non definisce alcun profilo in litri: il suo allegato III fissa un'energia di riferimento Qref, 2,100 kWh per il profilo S, 5,845 kWh per l'M e 11,655 kWh per l'L, ed è su quella sequenza che si misura l'efficienza dell'apparecchio. Sul fronte della potenza, un istantaneo elettrico che deve sostenere 12 l/min con 25 K di salto richiede quasi 21 kW, cioè 91 A a 230 V monofase, mentre Enedis limita l'allacciamento individuale monofase a 12 kVA. L'arbitraggio si gioca quindi sulla scheda prodotto e sul quadro elettrico, mai sull'argomentario commerciale.
I due dati che decidono, e quelli che non decidono
Il profilo di carico dichiarato, non un volume in litri
L'allegato III del regolamento (UE) n. 814/2013 definisce dieci profili, da 3XS a 4XL. Ciascuno è una sequenza di prelievi con orario, con la sua energia utile, la sua portata e la sua temperatura minima. Il profilo dichiarato dal costruttore condiziona la soglia di efficienza energetica di riscaldamento dell'acqua che l'apparecchio deve tenere: sono due valori inseparabili sulla scheda prodotto. Nessun articolo del regolamento associa un profilo a un volume di accumulo, e ogni tabella che lo fa è una costruzione commerciale. Il dettaglio dei dieci profili e delle loro portate massime è trattato nei profili di carico ACS.
| Profilo dichiarato | Qref (kWh) | Efficienza minima di riscaldamento dell'acqua |
|---|---|---|
| XXS | 2,100 | 32 % |
| XS | 2,100 | 32 % |
| S | 2,100 | 32 % |
| M | 5,845 | 36 % |
| L | 11,655 | 37 % |
| XL | 19,070 | 37 % |
Queste soglie sono minimi di immissione sul mercato fissati dall'allegato II del regolamento, non obiettivi di cantiere. Uno scaldacqua a pompa di calore si colloca molto al di sopra, ed è proprio quello scarto, quantificato sulla scheda prodotto, che regge di fronte a un'offerta più bassa su bollitore resistivo.
La potenza di allacciamento, che elimina soluzioni prima di ogni calcolo
La portata di un istantaneo discende direttamente dalla sua potenza. Portare un litro d'acqua di un kelvin richiede 1,163 Wh, quindi un litro al minuto e per kelvin richiede 69,8 W. La tabella seguente applica questa relazione, con la corrente assorbita a 230 V monofase.
| Potenza | Portata a ΔT = 25 K | Portata a ΔT = 35 K | Corrente a 230 V monofase |
|---|---|---|---|
| 3,5 kW | 2,0 l/min | 1,4 l/min | 15 A |
| 7 kW | 4,0 l/min | 2,9 l/min | 30 A |
| 12 kW | 6,9 l/min | 4,9 l/min | 52 A |
| 18 kW | 10,3 l/min | 7,4 l/min | 78 A |
| 21 kW | 12,0 l/min | 8,6 l/min | 91 A |
| 24 kW | 13,8 l/min | 9,8 l/min | 104 A |
La procedura francese Enedis-NMO-RAC_010E fissa gli scaglioni di allacciamento: in allacciamento individuale, 12 kVA in monofase per potenze contrattuali da 6 a 12 kVA in locale di abitazione, poi 36 kVA in trifase. In allacciamento collettivo esiste uno scaglione a 9 kVA in monofase, frequente negli edifici datati. Un istantaneo elettrico da doccia è quindi un apparecchio trifase, oppure un apparecchio che non si installa. Lo stesso arbitraggio si ripresenta su un apparecchio misto, dove il profilo dichiarato e non la portata in litri al minuto mette a confronto due prodotti, come illustra la caldaia murale a gas con microaccumulo.
Cosa deve riportare il rilievo di sopralluogo
Il rilievo decide il sistema, non il contrario. Bastano quattro righe, purché misurate e non dichiarate.
- Potenza contrattuale letta al contatore, tipo di allacciamento e foto del quadro con i moduli liberi.
- Portata misurata al soffione della doccia e al lavello, con secchio graduato, non la portata dichiarata sulla confezione.
- Volume d'acqua tra la generazione e il punto di prelievo più lontano, per sapere se si supera la soglia dei 3 litri.
- Temperatura dell'acqua fredda letta al rubinetto più vicino al contatore, che fissa il salto da produrre.
Lo scaldacqua istantaneo: dove tiene e dove no
Il calcolo da fare prima di scriverlo su un preventivo
Partite dal punto di prelievo più esigente e dall'acqua fredda invernale, non dalla media annua. Su una rete a 8 °C e una doccia miscelata a 40 °C il salto è di 32 K, e non i 25 K delle documentazioni. Rifate la tabella qui sopra con questo valore e confrontate la corrente ottenuta con lo spazio reale nel quadro. In trifase 400 V, un apparecchio da 21 kW assorbe 30 A per fase, il che lo rende di nuovo installabile. È questa riga di calcolo, e solo lei, a proteggere il preventivo.
I limiti in prelievo simultaneo e in inverno
Un istantaneo non accumula nulla: la portata si divide tra i punti aperti e la temperatura cala a portata costante. Due prelievi simultanei su un apparecchio dimensionato per uno solo non danno due mezze portate confortevoli, danno due filini tiepidi. Aggiungete la stagione: tra un'acqua fredda estiva a 16 °C e un'acqua fredda invernale a 8 °C, l'energia da fornire aumenta di quasi un terzo a parità di portata. Un apparecchio che va bene a ottobre cede a febbraio.
I casi in cui resta la scelta giusta
Un punto di prelievo unico e molto lontano dalla generazione, un lavamani, un lavello di locale tecnico, un alloggio in locazione a uso intermittente: lì l'istantaneo evita di tenere in temperatura un bollitore che nessuno usa. A gas apre inoltre configurazioni che un bollitore non consente per ingombro, a condizione che scarico dei prodotti della combustione e presa d'aria siano trattati come una voce a sé, con righe proprie sul preventivo.
Lo scaldacqua ad accumulo: cosa compra e cosa costa
Il picco, che è la vera ragione per accumulare
L'accumulo non compra comfort in generale, compra simultaneità. Due docce insieme e una vasca riempita in venti minuti sono richieste di potenza che solo un volume già caldo assorbe. È anche l'unico schema compatibile con una produzione lenta, termodinamica o solare, dove la potenza di riscaldamento è bassa ed è il volume a tenere il profilo. Il metodo di dimensionamento è dettagliato nel volume di accumulo ACS.
Le perdite a riposo, così come sono dichiarate
Non riprendete gli ordini di grandezza che circolano. Per un serbatoio di acqua calda, il regolamento (UE) n. 814/2013 impone di dichiarare le perdite statiche in watt, e per uno scaldacqua il consumo giornaliero di elettricità o di combustibile associato al profilo dichiarato. Questi valori figurano sulla scheda prodotto del modello esatto, e solo essi sono opponibili. Una riga di preventivo che annuncia un risparmio senza citare la scheda del modello consegnato non impegna nessuno, tranne chi l'ha scritta.
La risalita in temperatura, criterio dimenticato del dimensionamento
Il riflesso di aggiungere litri costa in perdite, in ingombro e in prezzo, mentre il vero criterio di picco è la velocità di ricarica. Un apparecchio da 200 litri che ricarica in un'ora copre un secondo picco che un apparecchio da 300 litri a ricarica lenta non coprirà. Su uno scaldacqua termodinamico, verificate la potenza di integrazione elettrica e la sua logica di inserimento prima di salire di profilo: è lei a reggere i giorni di forte richiesta, non il compressore.
Gli obblighi e le prove, qualunque sia il sistema
Le temperature imposte dal decreto francese del 23 giugno 1978
L'articolo 36 del decreto francese del 23 giugno 1978 fissa l'acqua calda sanitaria a 50 °C al massimo ai punti di prelievo dei locali destinati all'igiene e a 60 °C al massimo negli altri locali. In parallelo impone almeno 50 °C in ogni punto del sistema di distribuzione non appena il volume tra la generazione e il punto di prelievo più lontano supera i 3 litri. Le due esigenze si soddisfano insieme con un miscelatore termostatico in uscita, mai abbassando il setpoint di accumulo, il che sposterebbe il tema sul rischio sanitario trattato nei dispositivi di sicurezza sanitaria ACS.
Cosa dà diritto a un incentivo e cosa no
Il sistema francese dei certificati di risparmio energetico finanzia lo scaldacqua a pompa di calore tramite la scheda BAR-TH-148 e lo scaldacqua solare individuale tramite la BAR-TH-101. Né il bollitore a effetto Joule, né l'istantaneo elettrico, né l'istantaneo a gas rientrano in una scheda standardizzata del settore residenziale. Questa assenza non è una dimenticanza: presentata come uno scarto di costo complessivo e non come un vincolo amministrativo, diventa un argomento commerciale. La versione applicabile è quella in vigore alla data di impegno, e si archivia con il preventivo firmato.
Le righe che impegnano, sul preventivo e sul verbale
Riportate sul preventivo la referenza commerciale esatta, il profilo di carico dichiarato, l'efficienza energetica di riscaldamento dell'acqua e, per un bollitore, il volume di accumulo. Questi quattro dati vengono dalla scheda prodotto e si riprendono tali e quali da un catalogo costruito sulle caratteristiche tecniche verificate delle gamme. Alla messa in servizio, annotate il setpoint letto, la temperatura al punto di prelievo più sfavorevole dopo miscelazione, la regolazione del miscelatore termostatico e la pressione al riduttore, poi datate e fate firmare. Senza quel documento, una contestazione sul comfort si chiude a vostro sfavore, anche a titolo della garanzia decennale sulla parte idraulica.



