Blog/Circuito geotermico aperto o chiuso: principi e normativa
Settore RGE

10 maggio 2026

5 min di lettura

Circuito geotermico: aperto o chiuso, normativa nel 2026

In un cantiere di captazione, la vera differenza tra un circuito su falda e un circuito interrato è ciò che avete il diritto di fare, e come lo dimostrate. Tra pratiche, distanze, rischi di inquinamento e controlli, si guadagna tempo quando tutto è inquadrato fin dal sopralluogo tecnico. Qui vi aiutiamo a decidere rapidamente tra le due soluzioni e a mettere in sicurezza il vostro fascicolo normativo, per procedere con serenità e consegnare un impianto pulito, conforme e senza brutte sorprese.

Capire la geotermia: il ruolo del circuito sul terreno

A cosa serve un circuito geotermico in un impianto (captazione, scambio, rendimento)?

Nella geotermia, il circuito è ciò che capta le calorie dal terreno o dall'acqua. Al suo interno circola un fluido, che recupera il calore tramite il collettore (orizzontale interrato o sonde verticali), per poi trasferirlo alla pompa di calore attraverso lo scambiatore. Più la sorgente ha una temperatura stabile, più il rendimento stagionale è regolare, soprattutto in inverno.

Circuito aperto e circuito chiuso: definizioni semplici e differenze chiave

Nel circuito chiuso, un fluido circola in tubi a tenuta interrati o inseriti in un foro di trivellazione. Nel circuito aperto, si preleva acqua da una falda, si scambia il calore, poi si reimmette l'acqua. Il circuito aperto dipende fortemente dalla portata, dalla qualità dell'acqua e dalle autorizzazioni, ma può offrire un buon rendimento se la risorsa è adeguata.

Quali criteri orientano la scelta: superficie, natura del terreno, accesso all'acqua, fabbisogni dell'edificio

  • Superficie disponibile. Una captazione orizzontale richiede spazio, le sonde verticali ne richiedono meno.
  • Terreno e sottosuolo. Conducibilità, umidità, roccia: si verificano tramite studio e dimensionamento.
  • Accesso all'acqua. Presenza di una falda sfruttabile, vincoli di reimmissione e monitoraggio.
  • Fabbisogni dell'edificio. Potenza, terminali a bassa temperatura, livello di isolamento.

Circuito geotermico aperto: condizioni di installazione e punti di attenzione

Principio di funzionamento: pompaggio, scarico e impatti sulla risorsa idrica

Un circuito geotermico aperto capta l'acqua di una falda tramite un pozzo di pompaggio, recupera le calorie nella pompa di calore, poi restituisce l'acqua tramite reimmissione o scarico. La sfida è preservare la falda: portata compatibile, temperatura di ritorno limitata e nessuna miscelazione tra falde acquifere.

Autorizzazioni e pratiche: cosa verificare nel 2026 (perforazione, prelievi, scarichi)

Nel 2026, verificate caso per caso le regole locali. Un doppietto (pozzo di prelievo e di reimmissione) comporta spesso una procedura ai sensi della legge sull'acqua francese (dichiarazione o autorizzazione a seconda dei volumi), oltre ai vincoli nelle zone di tutela dei pozzi. Lo scarico (reimmissione o nell'ambiente) deve essere approvato dall'amministrazione, con condizioni su temperatura e qualità.

Rischi e controlli: intasamento, corrosione, qualità dell'acqua, monitoraggio e manutenzione

I punti critici sono l'intasamento (sabbie, biofilm), l'incrostazione e la corrosione. Una buona diagnosi dell'acqua, una filtrazione adeguata e un monitoraggio di pressioni, portate e temperature garantiscono le prestazioni. Prevedete una manutenzione regolare e controlli su pompe e scambiatori.

Circuito geotermico chiuso: varianti tecniche e requisiti di posa

Collettori orizzontali contro sonde verticali: vantaggi, limiti e ingombro in cantiere

In un impianto geotermico a circuito chiuso, i collettori orizzontali si posano in trincee poco profonde, spesso tra 0,8 e 1,2 m. Richiedono un'ampia superficie disponibile, lontano da alberi, fondazioni e sottoservizi. Le sonde verticali, installate in un foro di trivellazione, occupano pochissimo spazio e offrono una temperatura più stabile. In cambio, il cantiere è più specialistico, con accesso mezzi e pratiche legate alla geotermia di minima entità.

Fluido termovettore, tenuta e sicurezza: buone pratiche per evitare perdite

Il circuito contiene acqua e un antigelo, spesso glicole propilenico. Privilegiate tubi in PEAD e giunzioni saldate. Proteggete gli attraversamenti, prevedete valvole di sezionamento, poi eseguite una prova di pressione prima del reinterro. In verticale, la sigillatura con malta cementizia limita le migrazioni d'acqua e mette in sicurezza l'opera.

Dimensionamento e realizzazione: profondità, interassi, prove e collaudo

Il dimensionamento parte da uno studio termico, che stabilisce la profondità, il numero di circuiti e gli interassi tra trincee o fori. In cantiere, individuate i sottoservizi, rispettate i raggi di curvatura, poi redigete una planimetria as-built. Al collaudo, richiedete i verbali di prova, le regolazioni e il manuale di manutenzione.

Normativa geotermia: cosa mettere in sicurezza prima di firmare un preventivo

Dichiarazioni, soglie e zone: i controlli da anticipare in base al progetto

Prima di un cantiere geotermico, verificate se rientrate nell'ambito della geotermia di minima entità. A seconda della profondità delle sonde, del tipo di captazione (sonde chiuse o pompaggio) e della zona normativa, dovrete presentare una dichiarazione online, oppure richiedere un'autorizzazione. Considerate anche i vincoli locali come i perimetri di tutela dei pozzi di acqua potabile, le servitù e l'accesso al foro di trivellazione.

RGE, assicurazione e responsabilità: documenti da preparare per essere in regola

Per attivare gli incentivi, l'impresa che installa la pompa di calore deve essere certificata RGE, con una qualifica adeguata alla geotermia. Se interviene un'impresa di perforazione, richiedete le sue qualifiche dedicate e gli attestati assicurativi. Esigete una garanzia decennale aggiornata, con le attività effettivamente coperte, e un preventivo che indichi chiaramente chi fa cosa.

Tracciabilità e prove: documenti da conservare (planimetrie, verbali di prova, schede tecniche)

Conservate un fascicolo semplice ma completo: planimetrie di impianto e as-built, stratigrafie di perforazione, schede dei fluidi termovettori, verbali delle prove di tenuta, regolazioni e messa in servizio. Queste prove tutelano l'assistenza post-vendita, la garanzia e i controlli CEE o MaPrimeRénov'. Un fascicolo chiaro evita andirivieni.

Scegliere tra circuito aperto e chiuso: metodo decisionale e stima dei costi in cantiere

Albero decisionale: quando privilegiare l'aperto, quando restare sul chiuso

Per un impianto di geotermia, partite dal terreno. Se una falda è accessibile, con portata stabile e qualità dell'acqua controllata, il circuito aperto può essere pertinente. Se occorre limitare le pratiche, se la risorsa è incerta, o se la realizzazione di due pozzi (pompaggio e reimmissione) è complicata, restate sul circuito chiuso (sonde verticali o collettori orizzontali).

Voci di costo da confrontare: perforazione, idrogeologia, accessori, regolazione, manutenzione

Confrontate voce per voce. Perforazione. Studio idrogeologico, prove di pompaggio, pratiche amministrative. Accessori specifici per l'acqua nel circuito aperto (pompa sommersa, filtrazione, scambiatore, contabilizzazione). Accessori nel circuito chiuso (fluido termovettore, collettori, sigillatura). Regolazione (sonde, inverter, curva climatica) e contratto di manutenzione (controllo, sfiato, sostituzione componenti).

Errori frequenti da evitare: sottodimensionamento, studio carente, dimenticanza normativa

I classici: sottodimensionare la potenza o il campo sonde. Trascurare lo studio del terreno o l'idrogeologia. Dimenticare gli obblighi locali (dichiarazioni, tutele dei pozzi, regole di perforazione) e i controlli di messa in servizio. Una stima dei costi solida prevede anche un margine per gli imprevisti di cantiere.

Numeri chiave

obbligatoria in prefettura

Dichiarazione circuito aperto

pompaggio + scarico in falda

Circuito aperto

nessuno scarico

Circuito chiuso

Domande frequenti

Dipende dalla portata prelevata/reimmessa e dal contesto locale: in Francia occorre verificare il regime IOTA applicabile (dichiarazione o autorizzazione) presso la DDT(M) tramite lo sportello unico. In pratica, prevedete un fascicolo con studio idrogeologico e di incidenza, poiché i tempi di istruttoria possono andare da qualche mese (dichiarazione) a 9-12 mesi (autorizzazione).

Pierre-Louis Guhur

CEO di Argile

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