Blog/Casseforme a perdere isolanti per soletta su platea su terra
Artigiani

2 novembre 2026

•

7 min di lettura

Casseforme a perdere isolanti e elementi di bordo per platea su terra: come realizzare l’isolamento perimetrale senza ponte termico nel 2026

Su una soletta su platea con cassaforma a perdere isolante o elemento di bordo isolante, il valore da indicare in preventivo è la continuità dell’isolamento in periferia e sotto la soletta, con un foglio in polietilene posato con 200 mm di sormonto tra i teli e una risalita di 100 mm sul bordo prima del taglio, valori ripresi nel DTU 13.3 (dallaggi) e da verificare prima del getto. Questo doppio accorgimento, sormonto più risvolto, evita le risalite capillari in corrispondenza dello zoccolo e mette in sicurezza il raccordo tra bordo, sotto soletta e pareti, là dove il ponte termico di bordo fa più danni se il perimetro resta in calcestruzzo nudo.

Indice

Comprendere le casseforme a perdere isolanti e gli elementi di bordo su platea su terra

Definizione: cassaforma a perdere isolante, elemento di bordo isolante e rispettivi ruoli

Una cassaforma a perdere isolante è un elemento di casseratura (spesso a base di EPS, XPS o composito) posato in periferia della soletta. Rimane in opera dopo il getto e svolge il ruolo di taglio termico. L’elemento di bordo isolante indica il pezzo perimetrale che forma il bordo della soletta e gestisce appoggi, riserve o testate di solaio a seconda del sistema. Nel caso delle casseforme a perdere isolanti su platea su terra, l’obiettivo è garantire la tenuta al getto e la continuità con l’isolante sotto soletta e con l’isolamento delle pareti.

Perché il bordo è il punto debole: ponte termico perimetrale e disagio

Il bordo somma geometria sfavorevole e contatto diretto tra calcestruzzo, zoccolatura e esterno. Senza trattamento, si crea un ponte termico lineare che peggiora il coefficiente globale, anche se l’isolante sotto soletta è curato. In cantiere, la prova si vede con la termografia e con la misura della temperatura superficiale al piede della parete.

In quali casi usarli: nuova costruzione, ampliamento e ripristino della soletta

Li impieghi nel nuovo (platea su terra, vespaio areato con soletta sospesa in periferia), negli ampliamenti quando l’isolamento di facciata non può ricoprire la zoccolatura, e nei ripristini di soletta in caso di demolizione parziale. L’approccio corretto è prevederli già nel progetto esecutivo per evitare un’interruzione dell’isolamento in corrispondenza di travi di fondazione e risvolti.

Progettare la continuità dell’isolamento tra bordo, sotto soletta e pareti

Principio chiave: continuità tra isolante di bordo e isolante sotto soletta, senza discontinuità

Con le casseforme a perdere, punti a un involucro continuo. L’isolante di bordo deve andare a coprire o a innestarsi sull’isolante sotto soletta, senza fessure né gradini. In pratica, dimensioni le altezze in modo che il risvolto verticale protegga anche il bordo della soletta. Metti in sicurezza il raccordo con un appoggio meccanico stabile e una sigillatura compatibile (niente schiuma espansa non protetta in zona termiti).

Raccordo con l’isolamento delle pareti: allineamento dei piani di isolamento e punti singolari

Il riferimento corretto è lo stesso piano di isolamento tra zoccolatura e parete corrente. Nelle casseforme a perdere isolanti su platea su terra, verifichi in sezione la sovrapposizione tra elemento di bordo, isolante di zoccolatura e cappotto esterno o isolamento interno. Tratti i punti singolari: soglie di serramento, setti, angoli, collegamenti con eventuali tagli termici. Il suo obiettivo è una linea di isolamento leggibile in tavola ed eseguibile a regola d’arte.

Evitare l’errore più comune: sotto soletta ben isolata ma bordo lasciato nudo o raccordato male

Il ponte di bordo fa perdere una quota importante del beneficio se il bordo resta in calcestruzzo a vista o se il raccordo è interrotto da un risvolto di film mal posato. In cantiere, controlli la continuità prima del getto: isolante in posizione, schema di posa, assenza di schiacciamenti, e foto di tracciabilità in corrispondenza delle aperture e delle testate. Per approfondire l’impatto di questi difetti, veda i punti deboli dell’involucro. Il calcolatore di resistenza termica di Argile, gratuito, stratifica gli strati e restituisce R e U della parete.

Scegliere l’isolante di bordo: resistenza a compressione e durabilità

Lettura delle prestazioni utili: tensione di compressione, creep e carichi da assorbire

Su casseforme a perdere e isolanti su platea su terra, l’isolante di bordo lavora come appoggio perimetrale. Non si limiti al lambda. Sulla scheda tecnica, rilevi la tensione di compressione (spesso indicata come CS(10), in kPa) e il valore di creep in compressione (deformazione nel tempo sotto carico). È questo binomio che garantisce la tenuta della soletta e limita le deformazioni differite.

Dato da verificare Unità Cosa convalida
Tensione di compressione dichiarata (CS(10)) kPa Capacità di assorbire gli sforzi senza schiacciamento
Creep in compressione (valore/indicazione del produttore) % o kPa Deformazione a lungo termine sotto carico permanente
Classe d’uso o campo di impiego - Compatibilità con soletta, zoccolatura, umidità

Dimensionare in funzione dei carichi: tramezzi, setti, carichi concentrati e uso del locale

Dimensioni a partire dai carichi realmente trasmessi in periferia. Le zone a rischio sono i tramezzi pesanti e i setti vicini ai bordi, i pilastri e i piedini delle scale, e i locali con sollecitazioni particolari (garage, laboratorio). In caso di carico concentrato, preveda un rinforzo locale (calcestruzzo, taglio termico adatto, continuità con l’isolante sotto soletta) piuttosto che “salire di gamma” alla cieca.

Errori frequenti in cantiere: isolante troppo “morbido”, assestamento e fessure in periferia

Il classico è avere un ottimo isolante sotto soletta e un bordo in isolante troppo morbido. Risultato: assestamento differito, dislivello in corrispondenza dei battiscopa e fessure in periferia, soprattutto vicino alle soglie dei serramenti. Altro errore: un isolante non idoneo all’umidità o mal protetto, che perde prestazioni e resistenza meccanica nel tempo. Per la logica complessiva (platea su terra, continuità d’isolamento, punti di attenzione), veda come isolare efficacemente una soletta in calcestruzzo su platea su terra.

Regole di posa in cantiere: foglio di tenuta, soglie e raccordi puliti

Foglio di tenuta (polietilene): sormonti, risalita sul bordo e arresto nel punto giusto

Su una soletta con casseforme a perdere e elementi di bordo, il foglio in polietilene si posa su supporto pulito, senza forature. Miri a una continuità reale, non a un patchwork. Sormonti, nastri e risalga sul bordo dietro il prodotto isolante, quindi arresti il film al livello previsto dal pavimento finito per evitare risalite capillari nello zoccolo.

Punto di controllo Valore Unità
Sormonto tra i teli 200 mm
Risalita sul bordo prima del taglio 100 mm

Trattamento in corrispondenza delle soglie di serramento: continuità termica e gestione delle quote

Alla soglia, il punto debole non è il sotto soletta, ma l’interruzione in periferia. Porti l’elemento di bordo isolante fino al telaio, preveda una riserva netta e mantenga un piano di appoggio continuo per la tenuta all’aria. In presenza di casseforme a perdere e isolanti su platea su terra, blocchi il raccordo con l’isolante delle pareti per evitare un ponte termico a L.

Getto e finiture: mantenimento dell’elemento di bordo, protezione prima del calcestruzzo e controlli

Prima del getto, immobilizzi il bordo (spinatura, cunei) e protegga l’isolante da schizzi e passaggi. Controlli l’assenza di fessure, la tenuta del polietilene agli angoli e l’altezza utile alla soglia. Una foto datata per ogni facciata e un rilievo dei punti singolari mettono al sicuro gli scambi in caso di ripresa. Controllo visivo sistematico.

Aspetti normativi e rischi da integrare: termiti, durabilità e verifiche nel 2026

Protezione contro le termiti in base alla zona: interfacce, barriere e continuità da preservare

Nelle zone termitiche delimitate da provvedimento prefettizio, parta da un principio semplice: una barriera antitermiti vale solo se resta continua. Con casseforme a perdere e isolanti su platea su terra, curi la giunzione tra elemento di bordo, foglio di tenuta, risvolti e soglie dei serramenti. Ogni discontinuità in corrispondenza di una penetrazione, di un giunto o di un arresto dell’isolante diventa una via d’accesso. Scelga un sistema giustificato (marcatura, ATec o equivalente) e tracci le sue interfacce in tavola.

Compatibilità dei materiali: umidità, agenti chimici del terreno e protezioni perimetrali

La durabilità si gioca sull’umidità del terreno e sulla chimica locale. Verifichi la compatibilità tra isolante, film, intonaci e eventuali trattamenti. Alcuni isolanti sono sensibili a idrocarburi e solventi. Protegga i bordi esposti con una protezione perimetrale adeguata ed eviti i punti bassi che intrappolano l’acqua. In caso di dubbio, chieda il parere del produttore e lo documenti nel fascicolo. Per limitare in modo duraturo i dissesti, consideri anche il drenaggio perimetrale quando il contesto geotecnico lo richiede.

Autocontrolli e prove da conservare: foto, schede tecniche e DOE per evitare contestazioni

Nel 2026, la perizia sul sinistro si vince con la prova di cantiere. Conservi un DOE leggibile, con riferimenti datati prima del getto.

  • Foto delle continuità (barriera, risvolti, soglie) e delle protezioni dei bordi.
  • Schede tecniche, DoP, documenti di valutazione tecnica e condizioni d’impiego dei sistemi antitermiti.
  • Giustificativi della classe di compressione e planimetria di posa degli isolanti.

Domande frequenti

Sì, a condizione di scegliere un sistema con prestazioni dichiarate (lambda, resistenza meccanica) e un trattamento coerente dei collegamenti pavimento-parete. Per lo studio termico, faccia quantificare il ponte termico lineico in Psi (valore del produttore o calcolo Th-BCE/RE2020) e conservi gli elaborati esecutivi come giustificativi.

Condividi questo articolo

Louis Airy

Louis è COO di Argile. Dopo quattro anni di consulenza strategica e quasi due come chief of staff nell'adattamento dell'abitazione e nel riuso, è entrato in Argile nel marzo 2024. A contatto quotidiano con le imprese certificate, segue i certificati di risparmio energetico, gli incentivi alla ristrutturazione e l'IVA agevolata, e rivede gli articoli interessati quando cambia un importo. Ciò che scrive è ciò che poi verifica su preventivi reali.

Da leggere anche

Con argile

Preventiva i cantieri di cappotto termico al metro quadro

Rilievi delle facciate assistiti dall'IA, riconoscimento automatico delle aperture, scelta dell'isolante e della finitura in cataloghi aggiornati: con Argile i progetti di isolamento a cappotto passano dal rilievo al preventivo senza reinserire nulla.

Artigiani11 luglio 2026
Mattone monomuro: isolare e costruire in un solo gesto

Il monomuro porta e isola nello stesso blocco, ma la sua R si ferma a 3,81 m²·K/W in 42,5 cm mentre il premio CEE sulle murature chiede 3,7 e MaPrimeRénov' 4,4 in cappotto esterno. Quello che computate su un muro in monomuro è muratura e nodi costruttivi, non una prestazione di isolante.

5 min di lettura

Settore RGE15 giugno 2026
Analisi del ciclo di vita semplificata di un cappotto in EPS

Un cappotto rasato non si quantifica con una sola dichiarazione ambientale. Ne servono due, quella del pannello isolante e quella del sistema di rasatura, e il produttore della seconda lo scrive esplicitamente. Su dichiarazioni realmente registrate su INIES, l'EPS da 120 mm pesa 5,88 kg CO₂ eq al m² su cinquant'anni mentre il sistema di rasatura che lo copre ne pesa 32,1. Discutere lo spessore dell'isolante lascia quindi fuori la voce principale.

5 min di lettura

Rivela la tua competenza

Una demo, e vedi la tua competenza dimostrata.

Contattaci